L’entroterra
È un itinerario paesaggistico di grande suggestione che si snoda da Bari verso sud-est, dove l'altopiano della Murgia meridionale incontra la Valle d'Itria, "monumento" ambientale incorniciato sulle sponde opposte della vallata da Martina Franca e Locorotondo. È il regno del "trullo", inconfondibile modello architettonico che ha dato origine a un caratteristico paesaggio rurale immerso in un'atmosfera quasi fiabesca: un tipico esempio è Alberobello. Gli insediamenti abitativi sparsi, omogenei nei materiali e nella struttura, sono caratterizzati dall'uso della pietra calcarea e delle "chiancarelle" per la copertura, con i piccoli lotti cinti da muretti di pietra a secco. A partire da Santeramo il percorso si distingue per i tipici caratteri carsici e la presenza di aree boschive alternate a pascoli. Moltissime le masserie, costruzioni rurali che traggono origine dal periodo feudale, quando le poche città erano sorvegliate dal castello urbano mentre innumerevoli residenze fortificate sorgevano nei casali agricoli a tutela dei latifondi. Le varie tipologie di masserie si legano sia al periodo di edificazione - dal Seicento fino al secondo Ottocento - sia alla differente attività agricola: pastorizia e produzione di grano duro nelle Murge nord-occidentali, attività olivicola e viticola in quelle sud-orientali e nel Salento.
In questo comprensorio sorge Castellana, meta di turisti e speleologi grazie alle stupende grotte sotterranee, ricche di stalattiti e stalagmiti.
Si prosegue poi per Conversano, col suo castello "abitato" ancora da sinistre presenze, memoria leggendaria del Conte Acquaviva, depositario dello jus primae noctis. La città, in posizione dominante rispetto ai colli circostanti, è ricca di monumenti medievali come il monastero di San Benedetto e la cattedrale. Percorrendo il canale di Pirro, l'itinerario termina a Locorotondo, che conserva intatta l'originaria forma circolare, con case a due spioventi di grande effetto scenografico.
Spostandoci a nord, da Foggia, fino a Molfetta, sulla costa barese, seguendo cattedrali e castelli federiciani. Un itinerario architettonico che coniuga elementi normanni e influenze mediterranee e arabe, all'insegna della potenza imperiale.
Si parte da Foggia, dove del Palazzo di Federico II rimane solo il portale scolpito, per spostarsi in provincia, verso il castello di Lucera, e quindi attraversare la pianura del Tavoliere, protesa sul mare, fino a giungere a Siponto per ammirare la cattedrale romanica e i resti della basilica paleocristiana.
Proseguendo verso sud, a pochi chilometri da Andria, sorge Castel del Monte, capolavoro dell'edilizia militare federiciana. Svetta in posizione panoramica, ricco di richiami simbolici, unico per grandiosità e originalità grazie alla pianta ottagonale rimarcata da torri angolari che racchiudono il cortile centrale su cui si affacciano, con disposizione scientifica, ambienti trapezoidali finemente decorati.
Sempre nell'entroterra, Ruvo di Puglia. Qui incanta l'omogeneità del centro storico medievale, circondato dalla parte urbana ottocentesca. Bellissima la cattedrale romanica, in cui la pietra calcarea locale riunifica linee di ispirazione gotica con una successione di stili che esaltano il fascino della costruzione. Da non perdere, inoltre, la vasta raccolta di vasi antichi custodita nel Museo Jatta, edificio di rara bellezza risalente al secolo scorso.
Deviando verso la costa, tappa nel centro storico di Barletta. Domina il castello, rielaborazione federiciana di un fortilizio arabo, a riprova dell'influenza arabo-bizantina nell'architettura e nell'arte pugliese. Scendendo lungo la costa si giunge a Trani, dove il castello federiciano con il mastio a tre torri angolari fronteggia la magnifica cattedrale romanica affacciata sul mare.Il borgo medievale di Bisceglie è ben conservato, raccolto attorno al porto naturale e ricavato in una profonda lama. Famoso nella zona è il "dolmen", costruzione preistorica a galleria dove furono ritrovati manufatti risalenti all'età del Bronzo.
Infine Molfetta e il suo antico borgo medievale. Oltre alle molte case a logge aperte di tipica influenza arabo-bizantina, da ammirare lo splendido Duomo Vecchio caratterizzato dalla copertura a cupola, che svetta sulla banchina del porto. |